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piovedisacco
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PALAZZETTO
SARTORI
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Indirizzo: via
Garibaldi, 17
Interno non visitabile
Proprietario/Custode: Longo Giuseppe tel. 049 9702950
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La casa porticata con
trifora centrale di archi a tutto sesto e belle riquadrature
architettoniche in pietra tenera ha decorazioni a palmette e due stemmi
dipinti ad affresco ormai quasi illeggibili.
Nel complesso la facciata richiama una tipologia rinascimentale.La
disposizione della forometria del prospetto principale rispecchia la
distribuzione interna a "pianta veneziana" con salone
passante, illuminato dalla trifora centrale e stanze laterali
distribuite specularmente.Purtroppo l'assetto originario del palazzo è stato molto alterato: sul
retro della costruzione edifici recenti hanno in parte occupato la
corte, e al piano terra la destinazione delle stanze laterali ad
attività commerciali di proprietari diversi ha portato a modifiche
nella disposizione della scalone, trasformato in scala di modeste
dimensioni. |
Dall'analisi
dei catasti storici emerge che tutte queste trasformazioni hanno avuto
inizio nella prima metà dell'Ottocento a causa della divisione della
proprietà.
Anche il salone centrale del piano nobile doveva essere diviso in più
locali come testimoniano la decorazione pittorica del soffitto ed un
divisorio in legno con vetrate a colori vivaci.
In questo locale, a memoria di un arredo in stile, è conservata una
bella stufa ottocentesca e nei locali adiacenti due stufe più
"umili" in cotto.
Al piano terreno l'ingresso della casa padronale è fiancheggiato da
botteghe.
Vale la pena soffermarsi qualche momento all'interno del civico 19
(ottica "Antico") per ammirare il soffitto a travi, dipinto
a finti cassettoni policromi, che potrebbero risalire al Settecento.
L'edificio è segnalato nel catasto napoleonico come casa d'affitto e
nell'austriaco più genericamente come casa civile, in entrambi i casi
il pian terreno era occupato da "botteghe". Le funzioni
ottocentesche quindi si sono mantenute invariate fino ad oggi.
Tratto da "I
segni" Comune di Piove di Sacco
Ricerca e testi G. Cosimi - Foto di L. Schiavon, G. Meneghetti
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