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piovedisacco
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VILLA BRAGATO
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Indirizzo: via
Jacopo da Corte, 45
Interno visitabile su appuntamento al venerdì pomeriggio
Proprietario/Custode: ing. Gianfranco Antoni tel. 049 9704100
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Appena superato il ponte
che da S. Nicolò immette sulla Provinciale per Corte ci troviamo di
fronte ad uno dei più belli e meglio conservati esempi di residenza
padronale di Piove di Sacco: Villa Bragato, circondata dal muro di cinta
e completata dalle adiacenze attualmente separate.
La struttura cubica e pulita della residenza, messa in risalto dalla
recente ristrutturazione, denuncia chiaramente la sua origine
cinquecentesca. Costruita secondo lo schema tripartito dell'edilizia
veneziana, con salone passante, ha subito, probabilmente nel secolo
scorso, alcune modifiche, tra cui l'aggiunta di una scala d'ingresso con
una loggetta che ha alterato l'orientamento originario dell'edificio,
creando un accesso dal lato destro dove a quel tempo, si estendeva il
parco di pertinenza. |
Il prospetto
che si affaccia sulla via Provinciale è arricchito da un doppio
ordine di bifore, quelle del piano nobile, probabilmente appartenenti
al progetto originario, e quelle del piano superiore che potrebbero
essere state aggiunte in seguito in occasione della costruzione del
timpano modanato sorretto da volute e decorato da un oculo con stella
inscritta. Uno degli elementi di originalità dell'edificio era costituito dal
seminterrato occupato, non dalle cantine, bensì da uno squero a cui
conduceva, proveniente dal Fiumicello, un breve canale che permetteva
di accedere direttamente alla villa anche per via fluviale.
L'interno del palazzo, ha tutt'oggi la distribuzione originaria
tripartita e conserva diversi caminetti - uno molto grande è posto
all'esterno - e in alcuni locali decorazioni degne di nota.
Nel salone passante a piano terra, riquadrate da finte architetture,
si possono ammirare alcune scene che riecheggiano la caccia, in parte
danneggiate dal tempo e dall'incuria dei precedenti proprietari. Altri
affreschi, di più pregevole fattura, databili al XVI secolo, decorano
la prima stanza a destra dell'ingresso: qui sono riconoscibili in
particolare una rappresentazione del mito di Diana ed Atteone en nel
soprapporta, a monocromo, il Rapimento di Europa.
Al piano nobile - a cui conduce una bella scala con volte a vela - le
pareti sono bianche ma compensate dalla decorazione policroma che
ricopre le travi del soffitto del salone centrale e del locale
corrispondente a quello affrescato al piano terra.
Nel passato la villa fu certamente residenza dogale, come testimonia
lo stemma in pietra con leone rampante posto sopra la porta laterale,
inoltre la sua funzione privilegiata, che la differenzia in parte
dalla funzione di altri edifici piovesi, doveva essere quella di
accogliere gli ospiti e i proprietari per le battute di caccia.
Diverse scene degli affreschi rimandano infatti a questo tema;
inoltre, proprio a questo scopo, l'edificio ospitò anche Vittorio
Emanuele II a cui era dedicato un ritratto, oggi distrutto, che
decorava il soffitto del salone centrale del piano nobile.
Tratto da "I
segni" Comune di Piove di Sacco
Ricerca e testi G. Cosimi - Foto di L. Schiavon, G. Meneghetti
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