|
piovedisacco
|
|
|
VILLA GRADENIGO
|

|
Indirizzo: via
Garibaldi
Interno non visitabile
Proprietario: conte Alberto Radini Tedeschi
|
|
Alla fine di via
Garibaldi si erge maestosa Villa Gradenigo. Comunemente indicato come
"Palazzo", il complesso, nonostante sia posto all'interno del
vallo che delimita il centro storico, rientra a pieno titolo nelle
caratteristiche stilistico-tipologiche derivanti dalle funzioni che il
Palladio individua come tipiche della casa di villa. Secondo
l'architetto vicentino la distinzione è tra casa di città e casa di
campagna, dove quest'ultima è il luogo in cui il Gentil'homo
passerà il tempo in "onorare le sue possessioni, e con industria,
e arte dell'Agricoltura accrescere le facultà...". |
E' evidente
quindi che la presenza delle barchesse, come anche della casa da
fattore, dell'aratorio vitato e dell'orto, testimoniano la
funzione agricola; e non bisogna dimenticare che i proprietari di questo
edificio erano figli della Serenissima, e che per i veneziani la
terraferma era spesso sinonimo di "campagna".
Infine, la presenza documentata, almeno nel Sette e Ottocento, di un
parco e la definizione emergente dai catasti storici ottocenteschi
"casa di villeggiatura" confermano l'altra funzione tipica
della villa veneta, quella di svago.
La nobile famiglia dei Gradenigo possedeva in Piove di Sacco molte
proprietà non solo terriere e residenziali ma anche commerciali - ad
esempio un'osteria che sorgeva probabilmente non lontana da questa
villa - perciò è spesso difficile individuare nel ricco archivio di
questa famiglia la storia dei singoli edifici. L'elemento che ci viene
in aiuto è la chiara identificazione del sito rientrante nella contrada
Pozzobon, e confinante con la Porta di Santa Giustina (Torre
Rossi), demolita nel 1820) ed il vallo, elementi della fortificazione
della città che nel corso dei secoli verranno inglobati nella
proprietà Gradenigo.
Il complesso monumentale attuale è
composto dall'edificio residenziale, dalle barchesse e dall'oratorio,
già documentato dal 1675 e dedicato a San Francesco di Sales, ma
ricostruito nella forma attuale nel 1778.
Il palazzo residenziale, con i suoi cinque piani, costituisce senza
dubbio, a Piove di Sacco, l'edificio di abitazione più imponente tra
quelli di rilievo storico-artistico. Il seminterrato occupa solo metà
pianta ed era destinato alle cantine, sul lato verso il giardino
troviamo invece il piano terra sede della cucina, dove è ancora
conservato il focolare.
Con le scalinate esterne - delle quali si è conservata solo quella
della facciata principale, per altro alterata rispetto alla forma
originaria a semicerchio - si accede al salone passante del piano
rialzato. Le pareti ed il soffitto sono interamente affrescati con
finte architetture e arditi sfondamenti prospettici.
Dai due ampi vani laterali, anch'essi riccamente decorati a monocromo,
due scaloni speculari conducono direttamente al piano nobile. Qui si
apre spazioso e fastoso il salone della feste illuminato dalla trifora
centrale. Anche questo ambiente è interamente decorato da affreschi
seicenteschi, interrotti sui lati minori da loggette riservate
all'orchestra.
Tra i due piani di rappresentanza si inserisce nelle ali laterali il
mezzanino; all'ultimo piano erano collocate le stanze della servitù
domestica; infine, questo imponente edificio si conclude con il
sottotetto con travi a vista, che costituisce la parte centrale con il
timpano in facciata.
Nel piano nobile la distribuzione rispetta l'andamento simmetrico
tipico del palazzo veneziano e decorazioni a stucco e ad affresco
arricchiscono anche le sale laterali.
Uno sguardo attento merita indubbiamente la facciata principale,
post-palladiana. Sullo zoccolo di base si aprono finestre ovoidali;
nella parte centrale dell'edificio la decorazione mette in risalto lo
spazio occupato dai saloni passanti: al piano rialzato un massiccio
bugnato, al piano nobile la bella trifora di colonne con capitelli
ionici, il tutto coronato da un timpano recante lo stemma dei
committenti veneziani: i Gradenigo.
La documentazione sette e ottocentesca testimonia che la villa era
completata oltre che dall'oratorio, dalle barchesse, dalle scuderie e
da altre adiacenze, anche dalla corte, dall'orto e soprattutto da un
bel giardino all'italiana. Attualmente l'edificio residenziale è solo
in parte utilizzato come dimora dal proprietario, il conte Radini
Tedeschi, mentre la barchessa di sinistra e l'oratorio, dopo essere
stati occupati, nel dopo guerra, da un mulino, sono stati restaurati.
Tratto da "I
segni" Comune di Piove di Sacco
Ricerca e testi G. Cosimi - Foto di L. Schiavon, G. Meneghetti
|
|