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piovedisacco
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VILLA SALVAGNIN
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Indirizzo: via
Fiumicello
Interno non visitabile
Proprietario/Custode: Giuseppe Vivarini
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In quella che
storicamente è definita contrada S. Nicolò, in un sito da sempre
prediletto per le dimore di villa, cioè lungo un corso d'acqua, in
questo caso il Fiumicello, incontriamo il complesso conosciuto col nome
di Villa Salvagnin. E' costituito dalla casa "da stacio", che
rispetto alla forma originaria ha sicuramente subito delle modifiche
consistenti in due ampliamenti laterali, dalla barchessa e dall'oratorio
collocati lungo il muro di cinta che delimita lo spazio antistante
l'edificio. |
La Cappella ha quindi l'accesso principale sulla strada,
come spesso troviamo nelle ville venete, per permettere l'uso alla
popolazione della zona. L'edificio
residenziale è caratterizzato da due facciate pressoché uguali che
risentono dell'influenza stilistica dell'entroterra per la bifora
semplice (delineata nella facciata principale da una cornice in
pietra) che sormonta un portale piuttosto imponente con un fornice
affiancato da due lesene; l'insieme del portale, di ampiezza
corrispondente a quella della bifora sovrastante, dà la sensazione
visiva di voler compensare con la sua gravità la leggerezza della
finestratura del piano superiore.
All'interno, nonostante lo stato di degrado, sono tuttora visibili
tracce di affreschi sopra le porte e decorazioni sulle travature.
E' verosimile che il primo nucleo abitativo possa risalire alla prima
metà del XVI secolo e che gli annessi agricoli e la cappella, si
siano sviluppati successivamente.
Nel catastico conservato presso il Consorzio della Sesta Presa, datato
1675, il lotto su cui insiste oggi la villa è segnalato "Terra
(...) con Palazzo e altra Fabricha del N.H. Zuanne Magno; con suo
brolo..." non risulta esserci la chiesetta che non è menzionata
nemmeno nella dichiarazione che Giovanni Magno fa nel 1711. Gli
storici Marcolin e Libertini scrivono: "Lungo la strada che
conduce a Corte, a destra del Fiumicello, esiste tuttora un altro
oratorio, dedicato a S. Anna, il quale fu edificato dalla famiglia
Bembo nel 1726..." come segnala - ci informano sempre gli stessi
studiosi - un'iscrizione presente nell'oratorio: "S.
ANNE.MATR.VIRG. DEIPARE. AD. HONOREM. HOC. SACELLUM. A. 1726
AEDIFICATUM A. NOB. PATR. VENET. JUGALIB. IOHANNI. BEMBO. AC. AN. M.
BON. ALEX. I. AD. LAUD. DEI. O. M. AN. SAL. DE JUBILEI RESTAURATUM.
ANNIS. 1826 ET 1886", e continuano "...Ora appartiene ai
Salvagnin, fu restaurato nel 1826 e 1886, ma da molto tempo non viene
officiato".
Nel rudere dell'oratorio rimane traccia solo dell'ultima riga di
quella iscrizione ma dalle notizie riportate possiamo dedurre che la
parte residenziale appartenne in origine ai Magno che potrebbero
averla costruita tra il XVI e il XVII secolo, ma fu il nobile
veneziano Giovanni Bembo che, acquistatala probabilmente all'inizio
del Settecento, vi aggiunse, nel 1723, la cappella; poi, alla fine
dell'Ottocento, passò ai Salvagnin e con questo nome è tuttora
conosciuta.
Per completare il quadro è importante segnalare che, coerentemente
con quanto riportato nell'iscrizione, anche nel Catasto Austriaco la
casa e l'oratorio sono dichiarate di proprietà di "Bembo nobile
Giovanni" soltanto che l'edificio sacro viene indicato come
"magazzeno" e la costruzione, che sembrerebbe corrispondere
agli annessi rustici o alla foresteria, è segnalata come "casa
colonica".
Tratto da "I
segni" Comune di Piove di Sacco
Ricerca e testi G. Cosimi - Foto di L. Schiavon, G. Meneghetti
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