Piove di Sacco
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Introduzione
Medioevo
Età Comunale
Età Moderna
Età Contemporanea
Storia dello Stemma e del Gonfalone della Città

I DA CARRARA

 

I Padovani sono stanchi delle divisioni e nominano un solo capitano generale del governo, Jacopo Da Carrara, che nel 1319 chiama in aiuto truppe tedesche contro nuove mire di Cane: il territorio a sud di Padova e quello di Piove subiscono il saccheggio scaligero, ripetuto dieci anni dopo (il “castello” di Piove si salva, ma non le terre attorno) nella guerra per la successione a Jacopo. Morto nel frattempo Can Grande, Padova soffre l'azione di una lega di veneziani e fiorentini timorosi dell'aumento della potenza scaligera in Padova, grazie alla politica di Marsilio da Carrara: la diplomazia di Pietro dè Rossi risolve in pacifica la minacciata invasione (a ricordo, un quartiere di Piove si chiama oggi Borgo Rossi). Con la sua entrata in Padova, la città ritorna in mano ai Carraresi (sorgono intanto chiese e opere come la Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto in Padova).
Nel 1360 nasce a Piove Francesco Zabarella, cardinale, canonista, studioso e umanista, docente di diritto canonico a Firenze, dove ebbe discepolo Pier Paolo Vergerio il Vecchio. Tornò a Padova in veste di docente allo Studio e disimpegnò missioni diplomatiche per i Carraresi. Prese parte attivissima alla soluzione dello scisma d'Occidente, anche con opere scritte e partecipazione diretta al Concilio di Costanza, dove morì ( 1417).
Le sue dottrine, condannate dal S. Uffizio, risentono della teoria della sovranità popolare di Marsilio da Padova e di Guglielmo d'Occam.
Nel 1359 Francesco da Carrara fa fortificare il territorio per timore dell'aumentata forza dei veneziani, i quali tra l'altro non vedevano nei Carraresi una politica di sicurezza per il loro espansionismo. Viene scavato a fondo il fossato di Piove, alzate due torri (altre due in anni seguenti). Nel 1372 si iniziano due fortini a Corte, una fossa da Corte a Lova, mentre nel 1389 viene terminata la ristrutturazione del “castel de Pieve de Sacco”, che dà a Piove la caratteristica forma quadrata delle città fortificate, con tre porte fiancheggiate da torri, una a sud detta di S.Giustina, l’altra ad est detta di S.Nicolò, la terza a nord-ovest detta di S.Martino (ancor oggi si può cogliere, qua e là sul piano e meglio dall'alto, il tracciato antico ma delle porte non vi è più alcun segno; se ne possono vedere ricostruzioni ideali presso il Municipio).
Le alleanze straniere (Ungheri) dei Carraresi permettono in un primo tempo la vittoria contro Venezia; questa ha poi la meglio (riesce a mettere i Turchi contro gli Ungheri) sicché Francesco resta solo e il territorio padovano devastato dai veneziani. La pace seguita (e mediata anche dal Petrarca) dura poco per una nuova alleanza carrarese (con Genova) contro Venezia. Ma l’alleanza si scioglie e Francesco deve ritirarsi a Treviso.
Il Maggior Consiglio dì Padova gli nomina successore Francesco Novello (giugno 1388), che da solo deve ora fronteggiare le truppe milanesi dei Visconti (alleatisi con Venezia) alla cui mercé è lasciato il territorio. Gli abitanti della Saccisica, nonostante le nuove difese militari approntate, devono abbandonare il territorio e rifugiarsi in Padova. Novello è costretto a uscire dalla città e trattare una resa a Milano. I padovani sembrano dimenticarsi dei Carraresi, ma poi, stanchi dei Visconti, favoriranno il rientro di Francesco Novello. Da allora seguono 14 anni di pace anche per il Piovese, durante i quali si ha il restauro del Duomo (1403).
Venezia continua la sua politica di espansione; a salvaguardia della terraferma dichiara guerra al suo naturale nemico, Padova, invadendone il territorio (1404). Piove non si sottrae al saccheggio nonostante l'intervento di Stefano da Carrara, figlio di Novello. Siamo oramai alle ultime battute per la libertà di Padova. Nel 1405, Piove è occupata dal Savello (al soldo di Venezia; siamo da tempo di fronte a truppe mercenarie), abbandonata poi ancora ai Carraresi, difesa da Jacopo, (Conte) da Panico o del Panico, fedele fino all'ultimo.
Ma la città maggiore, catturati i Carraresi, deve cedere a Venezia: nel 1406 un assassinio di stato pone fine alla dinastia carrarese, scomoda presenza nelle carceri veneziane. In tal modo si inizia un periodo di pace, che, salvo un conflitto all'inizio del 1500, durerà sino al 1797, caduta della Serenissima Repubblica nelle mani dei Francesi. Da allora Piove di Sacco ruoterà con Padova nell'orbita di Venezia, partecipando ai momenti di successo, di sconfitta, di ascesa e di declino della città di S. Marco.
 

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