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Nel 1256 Padova cadde nelle
mani dell'armata dei crocesegnati, le truppe della Lega. La città,
liberata dal tiranno, continuò ad eleggersi il podestà e cominciò a
dettarsi i propri Statuti. Nel 1276 anche Piove passa sotto il Comune o
Repubblica padovana, i consoli sono sostituiti dai podestà, che hanno
obbligo di residenza e la suprema magistratura esecutiva. Nel 1280 la
villa (oggi frazione) di Tognana viene unita al Comune di Piove. Nel
1289 Piove si regge a Statuti; eleggono il Sindaco duecento Consiglieri
(in genere i capi famiglia o capifocolare) della Comunità. Scompaiono i
servi della gleba, migliora l'agricoltura, viene vincolato il libero
commercio, controllati i prezzi e le imposte. Si scavano canali, si
mantengono strade e ponti, si prosciugano terreni paludosi.
La diversa posizione delle città venete di fronte alle istanze
imperiali, i rapporti con Padova che tentava di allargare la propria
egemonia sulle città vicine, il progressivo crescere della fortuna
veneziana, portano a indebolire la città, esponendone il territorio a
invasioni da parte dei vicini. Can Grande della Scala, grazie ai
vicentini, invade il padovano ( 1317) e lo saccheggia. E' iniziato un
periodo tormentato per queste terre e si parlerà per un secolo più di
milizie e di guerre che di agricoltura. Piove era già famosa da secoli
per la produzione di lino e lane, esportati anche tramite il commercio
fluviale. Nomi di località documentano l'esistenza di boschi e di
vegetazione incolta che si alternava a colture di cereali e vite.
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