Piove di Sacco
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Introduzione
Medioevo
Età Comunale
I Da Carrara
Età Moderna
Storia dello Stemma e del Gonfalone della Città

ETA' CONTEMPORANEA

 

Tra la fine del ‘700 e l'inizio dell’ ‘800 si assiste alla soppressione e chiusura di monasteri e ordini religiosi, anche in relazione al loro stato di degrado. Il 26 maggio 1801 con decreto vicereale viene soppressa “la fraglia (cioè fratàlea o confraternita) dei battuti”. Il monastero della Ss.Concezione cessa di esistere nel 1810. Quarant'anni prima era stato demolito il convento della Beata Vergine Maria sul Fiumicello. Nel 1833 viene chiuso il monastero benedettino, ormai occupato solo da monache, dei Ss. Vito e Modesto. La grande chiesa di S. Francesco e l'omonimo Convento francescano sono distrutti lo stesso anno. Diversa sorte tocca alla chiesa di S. Giustina, restaurata nel 1839. Agli inizi del secolo era stato demolito l'ospedale di S.Maria Maddalena. Più tardi il Comune, nuovo proprietario, lo destinava a Cimitero comunale. Piove sarà dotata di Ospedale civile nel 1857. Del resto tutto l'ottocento è un secolo di grandi novità anche urbanistiche per Piove, dove si sistemano le strade ma si abbattono quattordici edifici di epoca veneziana tra cui l'antico Palazzo della Ragione sede della Podestaria, di epoca carrarese, per far posto al nuovo Palazzo municipale, a cura dell'architetto Jappelli, allora Ingegnere provinciale dell'Imperial regio Governo, e della Ditta Pedrin di Padova ( 1819-21); la sua prima funzione sarà anche quella di carcere e di Regia Pretura (oggi la piazzetta Vitaliana è intitolata alla memoria di Matteotti). Per risolvere il problema delle acque, frattanto, nel 1817 si era iniziata l'inalveazione del Brenta da Strà a Corte, terminata solo nel 1858 in seguito a opposizioni e contrasti. Il bacino di Chioggia già cominciava a soffrire l'espansione in laguna di un ampio cono alluvionale. Le valli da pesca subirono un processo di atrofizzazione con impoverimento del patrimonio ittico. Dopo la disastrosa piena dei 1882, si iniziarono i lavori per la estromissione della foce del Brenta dalla laguna, con lo spostamento da Conche a Brondolo. I lavori terminarono nel 1895.
Nel 1862-63, per iniziativa di un gruppo di cittadini, in un clima di rinascita del teatro veneziano e di fortuna della lirica, la città di Piove si dota di un Teatro Filarmonico, con sipario del pittore piovese Alessio Valerio, di qualche anno dopo, che riprende l'entrata delle truppe di Vittorio Emanuele Il in Piove, il 14 luglio 1866. E' attivo tra i due secoli un altro grande ritrattista e figurinista. Oreste da Molin, le cui opere sono riunite in collezioni straniere (alcune si trovano in Municipio, acquisite per donazione, deposito o acquisto recente e costituiscono un primo passo per la futura collezione civica d'arte moderna).
Siamo così alla Piove contemporanea che vede nascere le prime storie a stampa e le ricerche erudite ( Pietro Pinton e Giuseppe Marcolin; Dante Libertini è coautore della citata “Storia”, ma in realtà lavorò come aiuto e alle dipendenze del primo).
Si continua il restauro di edifici religiosi. Nel 1861 viene rimaneggiata la facciata della chiesa delle Grazie. Nel 1881 è di nuovo restaurata S. Anna. Poco dopo è la volta della facciata di S. Francesco e della chiesetta di S.Nicolò, dove si scoprono affreschi quattrocenteschi. Nel 1890 il Comune, sul terreno dell'ex ospedale fa costruire una nuova cappella in sostituzione dell'antica dedicata a S.Maria Maddalena. Nel 1893 iniziano i lavori di abbattimento del vecchio Duomo, affidati all'ing. Francesco Gasparini. L'opera di ristrutturazione tocca altri edifici annessi, fra cui il “Paradiso”, la sottostante sagrestia e la “chiesuola” della soppressa Fraglia dei Penitenti, abbattuta nel 1906 (e riedificata nello stile del duomo neogotico, nel 1911). Nel 1908 la chiesa è completata. Uno studio contemporaneo del Marcolin (membro della direzione diocesana dell'Azione Cattolica) documenta le varie fasi dei lavori e la disposizione degli edifici precedenti. La Santa Sede in memoria dell'antica Collegiata, eleva il duomo a chiesa abbaziale, con il titolo di abate mitrato per l'arciprete parroco e successori.
Con l'Unità d'Italia le speranze di libertà e di miglioramento delle condizioni economiche caddero quasi subito sotto l'urto di gravami fiscali riesumati, mentre la situazione di salariati e braccianti peggiorava, favorendo prima l'adesione al movimento anarchico libertario della Bassa padovana (“la boje”) e poi l'emigrazione verso le Americhe. Nel XX secolo cambia a poco a poco l'economia e la tipologia abitativa delle campagne nel Veneto. Anche a Piove i casoni, dimora caratteristica dei contadini veneti, sono abbattuti, abbandonati o sostituiti. I vecchi “piagni”(passaggi “pedanei”, pedonali, sull'acqua) cedono il passo a più sicuri ponticelli in muratura o cemento. Si consolidano le difese contro le piene e si rende più agevole la navigazione nel Naviglio Brenta e nel Novissimo. Negli anni Trenta Piove viene collegata per ferrovia a Venezia (già nel 1890 Piove era stata collegata con Padova). Dopo la seconda guerra l'economia da agricola si fa sempre più industriale, soprattutto dal ‘60 in poi. Viene costituito nel 1968 il Consorzio per lo sviluppo del piovese, cui partecipano oltre a Piove, i Comuni di Arzergrande, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo e S.Angelo di Piove (toltosi poi nel 1989), la Camera di Commercio (uscita nel 1975) e la Provincia di Padova, finalizzato allo studio e all'attuazione di una zona industriale. Con la legge reg. 80, nel 1975 assume la funzione di Comprensorio. Tra i servizi erogati, si segnala anche quello Io della rete di biblioteche tramite il “Sistema bibliotecario del piovese”, dove ha sede un Centro di documentazione sulla storia della Saccisica e una biblioteca cui si accede tramite le biblioteche dei Comuni aderenti.
Agli inizi degli anni ‘60 nasce anche il Consorzio Acquedotto Valli Piovese, per assicurare il rifornimento idrico alla popolazione. Sino allora solo Piove e Pontelongo avevano delle strutture di buon livello, mentre Arzergrande, Correzzola e Cona erano agli inizi. All'accordo si unirono anche Codevigo, Sant'Angelo, Legnaro, Brugine, Polverara e Correzzola, portando l'ente, anche grazie ai finanziamenti comunitari, alle attuali dimensioni di 900 km di condotte, per quasi tutti i 58 mila abitanti del Piovese, con un consumo di 220 litri al secondo, di cui 150 erogati dalla Centrale di Boscochiaro (che attinge dall'Adige e 70 dall'Amag di Padova (dal 1980).
Attualmente Piove ha circa 18.000 abitanti. Ospita due mercati settimanali ed è sede di vari servizi: Pretura, Vigili del fuoco, Carabinieri, Polizia stradale, Guardia di finanza, Presidio Ospedaliero dell'ULSS 23, Distretto sanitario con servizi sanitari e socio-sanitari, cui si aggiungono i vari servizi dei Comune (amministrativi, sociali, culturali, tecnici di vigilanza), sei sportelli bancari, una Casa di riposo per anziani, la Direzione didattica statale e attrezzature sportive. Tra i servizi comunali, aggiornati secondo le esigenze della popolazione, si è qualificata in questo ultimo decennio la Biblioteca, presso il Centro Piovese d'Arte e Cultura.
 

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