Piove di Sacco
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piovedisacco

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Chiesa di Santa Maria Assunta e
l'Antica Chiesa Sconsacrata

 

Indirizzo: parrocchiale via Caselle, 140
Interno visitabile: si
Orari: 8.00 - 12.00 e 15.00 - 18.00 feriali; 7.00 - 12.00 e 15.30 - 18.00 festivi
Proprietari/Custode: parroco; via Caselle 140; tel. 970.24.43
 
L'edificio antico sito in via Piovega, in stato di rovina, è diventato in anni recenti proprietà di privati che stanno operando alcuni lavori di ristrutturazione. Già in un documento del 1146 risulta l'esistenza di una chiesa, anzi di una cappella con campanile, dipendente dalla chiesa di San Martino, nella località di Piovega (da Pubblica, cioè scolo d'acqua, fossa pubblica);
ma la fisionomia attuale dell'edificio risale sicuramente al 1675, come testimonia una lapide, ora conservata nella nuova parrocchiale, dove si legge a chiare lettere " D.O.M. A gloria dell'eterno Iddio e della B.V. Maria Pietro Masserini quondam Andrea restaurò ampliò e adornò questa chiesa principiò l'anno MDCLXXV". Il complesso, costituito oltre che dalla chiesa, dalla canonica (d'impianto ottocentesco) adibita ad abitazione, è frutto d'interventi di periodi diversi. Particolare attenzione meritano il campanile, elegantemente decorato da cornici e modanature, e la facciata a nord-ovest caratterizzata dal bassorilievo che sovrasta il portale, armoniosamente affiancato da due oculi simmetrici; con tutta probabilità è questa la parte risalente al XVII sec..
Nel 1809, il Moschini trovò la chiesa già in stato di grande abbandono, infatti scrive: "è più degna di accogliere una mandra di pecore che di essere un tempio di Dio".
Forse in seguito al protrarsi di questo degrado tra il 1946 e, il 1970 si decise di alienare l'edificio e di sostituirlo con uno nuovo costruito poco lontano, nel quale vennero trasferite opere, arredi, suppellettili, insomma tutte le cose più antiche e, preziose che fu possibile trasportare.
Pertanto la nuova parrocchiale merita una visita per ammirare innanzitutto due tele da poco restaurate, "Una Madonna del Carmine con Bambino" e una Assunzione della Vergine", entrambe databili, nonostante i caratteri stilistici diversi, tra la fine del XVII e l'inizio del XVIII secolo, periodo caratterizzato, in particolare nel Veneto, dalla convivenza di tendenze diverse; nel caso specifico elementi precorritori della pittura Settecentesca e reminescenze manieristiche. In particolare per l' "Assunta", una scritta sulla pietra tombale in basso a destra " Pietro Masserini mi fece fare", fornisce col nome del committente (lo stesso citato nella lapide di cui sopra) una data di realizzazione - post 1675 - piuttosto precisa.
Le due tele non sono l'unica eredità della vecchia chiesa, interessante è un apparato delle quarant'ore in stile neogotico con le statue dei santi padovani Antonio, Giustina, Prosdocimo, Daniele e dei che padri della Chiesa Pietro e Paolo di dimensioni leggermente maggiori; al centro è posto il tabernacolo e sotto un bel paliotto ricamato raffigurante l'Ultima Cena.
Un accenno meritano: Maria, Costantina e Pia - le tre campane risalenti al 1929 - gli arredi, i confessionali, un fonte battesimale, un'acquasantiera a fuso e un tabernacolo ad intarsio marmoreo. Appena inaugurata (ottobre 1996) è l'opera di controfacciata realizzata dal pittore padovano Leo Borghi.
La visita può continuare in sagrestia dove sono conservate in un tronetto ligneo (l'armadio che costituiva la collocazione originaria della tela della Madonna del Carmine), alcune suppellettili sempre del XVII-XVIII sec. (reliquiari, calici, un ostensorio, una pisside... ); infine in refettorio, lungo le pareti, è collocata la Via Crucis di scuola tedesca di fine Ottocento.
 

Tratto da "I segni" Comune di Piove di Sacco
Ricerca e testi G. Cosimi - Foto di L. Schiavon, G. Meneghetti
 
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