Piove di Sacco
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Convento di San Vito e Modesto
 

Indirizzo: Via Borgo Padova, 36
Interno visitabile: si
Orari: 8.30-12.30; 15.30-19.30 chiuso domenica e lunedì mattina
Proprietario/ Custode: Severino Rampazzo;
tel. 049 970.29.92
 
Lungo la strada che porta a Padova, alla stessa altezza del Monastero della Madonna delle Grazie, quindi solo un paio di chilometri al di fuori del vallo del centro storico, s'incontra ciò che rimane della chiesa e monastero dedicati ai Santi Vito e Modesto. Del complesso conventuale, esistente probabilmente già prima del 1132 poiché viene menzionato in un documento risalente a questa data,
si sono conservati solamente parte del muro di cinta e l'ala ovest. Questa struttura risale probabilmente alla fine del Cinquecento o all'inizio del Seicento, almeno a giudicare dalla tipologia che rientra pienamente in quella, assai diffusa nella Saccisica, degli edifici che hanno caratterizzato la bonifica (che ebbe notevole sviluppo a partire dal XVI secolo).
Verso la strada l'edificio si affaccia con un prospetto semplice completato da un timpano dentellato con oculo, ma si sviluppa verso l'interno con un'armonica e funzionale struttura ad archi costituita da due corpi, tra i quali, fino a venti o trent'anni fa si innestava perpendicolarmente una chiesetta poi distrutta - ne rimane ancora qualche rudere - da un incendio.
L'edificio è strutturato su due piani: il pianterreno presenta uno spazio centrale chiuso e ai lati due lunghi corridoi porticati, il tutto coperto con un cadenzato susseguirsi di volte a crociera. Alcuni degli archi verso est sono stati tamponati, ma si possono ancora leggere dall'interno, dove si vedono - anche se rovinati - i bei pilastri monolitici in pietra e le volte in cotto. Da questo stesso lato, verso la strada il susseguirsi delle arcate è ben conservato. Vale la pena di salire al piano superiore per dare uno sguardo all'ampio spazio con tetto a due falde e una bella fuga di capriate che poggiano lateralmente su arcate, oltre alle quali vi erano probabilmente le celle dei religiosi; infine un'iscrizione nella parete di fondo ricorda che nel 1886 l'edificio fu restaurato.
Ad avvallare il ruolo anche rurale e di risanamento fondiario che portò allo sviluppo della struttura conventuale sono alcuni disegni risalenti al Settecento che mostrano, intorno a questo convento, un notevole agglomerato di casoni: le abitazioni tipiche dei braccianti agricoli.
Inoltre San Vito e Modesto era un convento di Benedettini, i principali autori delle bonifiche nella Bassa Padovana. Per la precisione, al suo sorgere il monastero era misto, cioè composto da Benedettini e Benedettine, ma già nel 1247 le monache risultano autonome anche nella gestione economica.
Nel 1584 il monastero viene visitato dal Vescovo Valerio che lo definisce abbastanza spazioso e comodo e testimonia che la chiesa, di medie dimensioni, è "fabbricata elegantemente". Purtroppo nel corso del XVII secolo le monache si trasferirono nel Monastero della Concezione ed il convento venne adibito ad abitazione.
Oggi il complesso dopo la semi distruzione, avvenuta sicuramente dopo il 1881, data in cui nella "Storia popolare di Piove di Sacco" Marcolin e Libertini ricordano la chiesa ancora esistente, è adibito ad uso commerciale.
 

Tratto da "I segni" Comune di Piove di Sacco
Ricerca e testi G. Cosimi - Foto di L. Schiavon, G. Meneghetti
 
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